Nella relazione professionale, molte decisioni non sono assunte esclusivamente sulla base di dati oggettivi o valutazioni tecniche. Spesso entrano in gioco meccanismi cognitivi automatici che influenzano il modo in cui informazioni, pareri e rischi vengono interpretati.
Tra questi, il bias di conferma è uno dei più frequenti e, al tempo stesso, dei più insidiosi.
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Cos’è il bias di conferma
Il bias di conferma consiste nella tendenza a ricercare, selezionare e interpretare le informazioni in modo da confermare convinzioni già esistenti, ignorando o svalutando quelle contrarie.
Non si tratta di un comportamento irrazionale in senso stretto, ma di un meccanismo naturale della mente umana, orientato a ridurre l’incertezza e il disagio cognitivo. Proprio per questo motivo è particolarmente difficile da riconoscere.
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Come si manifesta nel rapporto professionista–cliente
Nel contesto della consulenza fiscale, contabile o societaria, il bias di conferma emerge spesso in situazioni ricorrenti, ad esempio quando il cliente:
• seleziona solo le informazioni che rafforzano una soluzione già desiderata;
• attribuisce maggiore peso a “casi simili” sentiti da terzi, trascurando le differenze sostanziali;
• cerca nel professionista una conferma, più che un’analisi critica;
• interpreta le norme in modo funzionale all’esito atteso, minimizzando i profili di rischio.
Il professionista, a sua volta, non è immune dal medesimo bias, soprattutto quando:
• tende a confermare valutazioni già formulate senza rimetterle in discussione;
• si affida eccessivamente a schemi decisionali consolidati;
• sottovaluta segnali che contraddicono l’impostazione iniziale del caso.
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I rischi concreti
Il bias di conferma, se non gestito, può produrre conseguenze rilevanti:
• decisioni fiscali non pienamente consapevoli;
• sottovalutazione del rischio sanzionatorio o contenzioso;
• incomprensioni nella relazione professionale;
• aspettative non realistiche sugli esiti di un’operazione o di una strategia.
Nel tempo, questi effetti possono incidere sulla qualità della consulenza e sulla fiducia reciproca.
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Il ruolo della consapevolezza professionale
Contrastare il bias di conferma non significa eliminarlo – obiettivo irrealistico – ma riconoscerlo e gestirlo attraverso il metodo.
In particolare, il professionista può:
• esplicitare le alternative possibili, anche quelle meno gradite;
• separare chiaramente i fatti dalle interpretazioni;
• motivare le scelte con riferimenti normativi e logici;
• invitare il cliente a valutare anche gli scenari meno favorevoli.
La consulenza di qualità non consiste nel confermare ciò che il cliente desidera sentirsi dire, ma nel guidarlo verso decisioni informate e sostenibili, anche quando ciò richiede di mettere in discussione convinzioni radicate.
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Conclusione
Il bias di conferma è una componente naturale del processo decisionale umano, ma diventa critico quando opera in modo inconsapevole.
Nella relazione tra professionista e cliente, la vera tutela nasce dalla capacità di riconoscere questi meccanismi e di adottare un approccio riflessivo, strutturato e trasparente.
La consapevolezza cognitiva è parte integrante della competenza professionale.
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Nota di chiusura
Le considerazioni esposte hanno carattere informativo e non sostituiscono la consulenza professionale personalizzata.
Luigi Lampignano
Dottore Commercialista
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