Con la risposta n. 63/2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti utili riguardo la correzione di errori contabili e la loro rilevanza fiscale, soprattutto in presenza di bilanci revisionati.
✅ Di cosa si tratta?
Un’azienda ha scoperto nel 2023 di aver erroneamente contabilizzato nel 2022 l’acquisto di beni strumentali (semirimorchi) come costi d’esercizio invece che come immobilizzazioni ammortizzabili. Questo ha causato una deduzione fiscale indebita, interamente anticipata.
📌 Cosa prevede la normativa?
Grazie alle modifiche dell’art. 83 del TUIR e dell’art. 8 del D.L. 73/2022, le società che redigono bilanci revisionati possono:
- Correggere gli errori contabili nel bilancio dell’anno in cui vengono scoperti;
- Far valere fiscalmente la correzione nello stesso anno, senza necessità di presentare una dichiarazione integrativa.
🔎 Quali sono le condizioni?
- L’errore deve essere contabile, non legato a un’errata applicazione di norme fiscali.
- L’anno della correzione deve essere soggetto a revisione legale.
- La correzione deve avvenire secondo i principi contabili (OIC 29).
⚠️ Attenzione a:
- Riprendere a tassazione nel 2023 i costi dedotti per errore nel 2022;
- Deducibilità limitata: la quota di ammortamento relativa al 2022 si può dedurre solo nei limiti previsti dall’art. 102 TUIR;
- Adeguare il calcolo del ROL ai fini del test sugli interessi passivi deducibili.
🧮 E per l’IRAP?
Vale lo stesso principio:
- Aumento del valore della produzione nel 2023 per i costi dedotti erroneamente nel 2022;
- Diminuzione per la quota di ammortamento 2022 recuperata correttamente.
🔧 In sintesi:
Questa disciplina semplifica la gestione degli errori contabili, evitando oneri inutili, purché si rispettino le condizioni sopra descritte.
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